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        Ci sono dei momenti critici della vita (lutti, separazioni, perdita del lavoro, depressione post-partum, menopausa, malattie) o semplicemente nuove sfide che la vita ci propone (cambiamenti nella coppia, nuove genitorialita’, percorsi di crescita dei propri figli, figli a scuola, adolescenza dei figli,trasferimenti)  in cui può accadere di aver bisogno di un aiuto per poterli affrontare. Si può come avere la percezione che le proprie risorse personali, di coppia o familiari,  non vengano espresse pienamente e si sente il desiderio di volerle scoprire per dare una nuova direzione alla propria vita o a quella della propria famiglia.
        Ci sono momenti di stasi nella vita di una persona che metaforicamente mi piace rappresentare come un trovarsi in una rotatoria stradale definita su Wikipedia come il luogo ” di intersezione a raso (cioè le strade che afferiscono ad essa sono poste sullo stesso piano senza intersecarsi) fra due o più strade”. Non si sta bene,si vorrebbe cambiare, si sente la pressione della scelta ma il problema di quale “strada” scegliere provoca un’ansia spesso incontrollabile e una paralisi ancora più soffocante. Cosa scegliere? Che strada prendere? Come cambiare la propria vita?
        Nella mia esperienza,in queste situazioni non bisogna scegliere. Bisogna sedersi su una delle tante panchine della rotatoria e guardarsi intorno, senza la pressione del futuro e del dove andare. Solo in questo modo e con questa tranquillità sara possibile analizzare i propri punti di forza e le proprie risorse, cosi come i propri punti di debolezza; diventare consapevole delle proprie modalità comunicative e relazionali  e di quelle di altri membri della propria famiglia;analizzare e mettere in luce le proprie aspettative e quelle degli altri nei nostri confronti (da cui spesso derivano ruoli rigidi svolti inconsapevolmente senza averli scelti).
        Senza la pressione della strada giusta il cammino riprende.
        Lo psicoterapeuta in tutto questo lavoro non ha il compito di indicare la strada giusta ma di stimolare la riflessione con domande e considerazioni.
        Affidare a un estraneo le scelte e il benessere nostro, della nostra coppia o dei propri figli ci metterebbe infatti in una posizione di passività e dipendenza costante nel futuro.

 

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