Covid e le donne

Vorresti parlare con qualcuno per dire come ti senti. Potresti chiamare un numero di telefono di un’associazione, lo hai letto mentre facevi la fila.

Trovare 5 euro per ricaricare il telefono non ti sembra giusto in questo momento, mancano i soldi.
Da dove chiamare? Dalla macchina? Da un panchina mentre hai detto ai tuoi che vai a fare la spesa? Sai che il tuo dottore ti darà delle gocce perché non è il tuo mondo che è da cambiare, ma è colpa tua se non reggi la botta.

Ci sono delle donne meravigliose che si portano addosso dei pesi insostenibili, che gli altri chiedono di portare.

Parlo di te. Tuo marito ti ha convinto a rimanere a casa a prenderti cura dei bambini come una ‘signora’. Ma poi muore. A 53 anni ti ritrovi sola e devi cercare lavoro per mantenervi tutti. Ti metti a fare la donna delle pulizie in nero, a 6 euro all’ora, per essere competitiva alla tua età. Non morivi di fame, ma ora sì durante il Covid. Sola, con tre figli adolescenti.

Parlo di te. Avevi notato che lui ogni tanto se ne andava in giro a scazzottare. Una cosa da ragazzi, poi matura ti dicevano. E invece continua. I servizi psichiatrici contano su di te e sul vostro sesso per farlo calmare.

Parlo di te. Ti hanno fatto credere di poter sognare. Hai studiato, sei andata all’università. Ti sei sposata, e una donna da sola non può mica andare a lavorare tra gli uomini. Fai la casalinga e sogni.

Parlo di te. Ti ha mollata con tre figli. Cavolo, fai la cameriera e loro crescono da soli. Ogni tanto il tuo capo ti molla una mano da qualche parte, ma tu sopporti in silenzio. Ti ha lasciato pure senza stipendio in questi mesi.

Parlo di te. La professionista in remoto mentre fai homeschooling e cucini. Poi in pausa metti una lavatrice. Il tuo compagno lavora, non ha tempo per tutto questo.

Parlo di te. Avevi finalmente realizzato il tuo sogno. Avevi aperto il tuo negozio, ora non dormi la notte, vedi solo debiti.

Parlo di te. A quest’ora sei seduta in ospedale accanto al letto di tuo figlio disabile. I tuoi sogni, i tuoi desideri non te li ricordi più.

Parlo di te. Ti prendi pillole d’amore da un uomo che ti dice che un giorno ti amerà pienamente. E intanto tu aspetti..e aspetti..una chiamata, un’uscita, una visita a sorpresa. E hai passato la quarantena da sola.

Parlo di te che ti senti un nodulo sotto al seno, ma per carità non disturbiamo i servizi per questo in quarantena.

Parlo di te. Sei a partita iva, hai perso il lavoro e quello di lui….pfff..nn c’è mai stato. Se c’è stato, se l’è giocato prima che arrivasse a casa.

Parlo di te in chemioterapia durante il covid. Devi anche cercarti un lavoro sennò questi figli come li mantieni.

Solo altre donne possono riconoscere dal tuo sguardo, dai tuoi silenzi,il tuo dolore, la tua impotenza.

Vogliamo iniziare a prenderci la libertà di chiedercelo? Per strada, su una panchina, in fila al supermercato.

Una rete di donne deve partire dal quartiere, per darti la forza di farla quella chiamata.

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